Presentazione

Un ponte tra culture, fedi e generazioni nel cuore di Catania.

Le nostre radici

Un crocevia di culture e spiritualità

Con la firma del protocollo tra AreaSud, Arcidiocesi di Catania e Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone, a novembre del 2024 è stato dato il via al Festival Mediterraneo di Musica Sacra, una manifestazione artistico-culturale che ha avuto la sua prima edizione a maggio del 2025. Non solo una rassegna di concerti, ma uno spazio vivo pensato per rispondere a profonde esigenze culturali e sociali.

Il progetto riunisce realtà diverse, accomunate dal desiderio di costruire un mondo migliore. Il modello di lavoro è quello di una rete aperta a nuove partecipazioni pubbliche e private.

La seconda edizione ha come tema “Giustizia e Pace” ed è in programma dal 10 al 17 maggio 2026. Continua la nostra ricerca nel sacro per una stagione di dialogo, confronto e pace.

La Nostra Missione

Dialogo e Comprensione

Promuoviamo un incontro autentico tra artisti, studiosi e istituzioni. Attraverso i repertori di musica sacra coltivati nel bacino del Mediterraneo, il festival si fa strumento per favorire una più profonda comprensione e un dialogo sereno tra culture e fedi diverse.

Sinergia Artistica

Creiamo una rete solida tra musicisti e interpreti impegnati nella produzione e diffusione del patrimonio musicale sacro, valorizzando le radici comuni e le specificità di ogni tradizione.

I Giovani al Centro

Una caratteristica fondante del nostro progetto è la formazione delle nuove generazioni. Vogliamo stimolare e supportare i giovani che desiderano lavorare nel settore culturale, offrendo loro un'opportunità di inserimento diretto nell'organizzazione e nella produzione artistica.

Ecosostenibilità

Il nostro impegno per l'ambiente

La sostenibilità è un valore in cui crediamo profondamente. A seguito di un percorso formativo del nostro staff, la prima edizione del Festival nel 2025 ha ottenuto la certificazione di Eco Certified Event (ideata da Ambiente e Salute con la supervisione di Legambiente Nazionale). Oggi, quell’eredità e quelle 115 buone pratiche modellate sull’Agenda 2030 rimangono impresse nel nostro “DNA organizzativo”, continuando a guidare le nostre scelte logistiche e produttive nel rispetto del territorio che ci ospita.